Siamo nell’epoca d’oro di Hollywood. Quella in cui gli attori camminavano a qualche spanna dal terreno, i film avevano budget stellari e la televisione non aveva ancora intaccato il primato audio-visivo della Settima Arte.  Siamo nell’epoca in cui il Cinema ha il compito di far sognare le persone.
In una casa di produzione hollywoodiana, i Capitol studio – il regno del capitalismo, of course – Mannix è l’instancabile fixer, la figura mitologica che risolve tutti, ma proprio tutti i problemi della produzione. Andare a recuperare attori ubriaconi e fedigrafi e riabilitarli come uomini di famiglia, salvare film trovando soluzioni rapide, ascoltare le isterie dei registi, risolvere gravidanze indesiderate di starlette e tenere a bada i rotocalchi a caccia di uno scoop. Mannix è un personaggio tanto bello che reale, ispirato al vero vice-presidente della MGM e diventa subito la chiave di lettura di questo film folle e citazionista. Quando i comunisti gli rapiscono la sua star di punta, Mannix ha un bel po’ di grattacapi da risolvere.I fratelli Coen confezionano un film che celebra e fa a pezzi il Cinema. Ogni scena omaggia il cinema della golden age: da Ben Hur e il colossal biblici campioni d’incassi, ai musical hollywoodiani strappamutande di Tutti insieme appassionatamente oppure ai drammi in costume come Private Lives, i film acquatici con sirenette varie di Million dollar marmaid, marinai ballerini canterini chiappamici di  Anchor Aweight!,  western fatti solo di colpi di pistola e capitomboli acrobatici come Arizona kid e non dimentichiamoci la storica rivalità delle due giornaliste scandalistiche Heda Hopper e Louella Parsons! Estasiato ho guardato le citazioni che mi hanno coccolato come cinefilo e fatto ridere da matti come spettatore. Con un cast sublime, una sceneggiatura ironica e al vetriolo – imperdibile il dibattito sulla questione religiosa del film biblico che non vuole scontentare nessuno – assistiamo a un grandissimo omaggio all’arte che ci fa sognare, piangere, ridere, riflettere. Channing Tatuum straordinario, ci regala una delle scene più belle del film dimostrando ancora una volta un talento ormai indiscutibile, accompagnato da George Clooney, Scarlett Jonhasson, Jonah Hill, Josh Brolin, Ralph Finnies e Tilda Swinton.
Un prezioso gioiello che mi ricorda perché scrivo.

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