In una cittadina perfetta sulle coste americane è stato compiuto un efferato omicidio durante una cena di beneficenza. Chi è l’assinato, chi l’assassino e quale il movente?

Il racconto si muove per analessi e prolessi, snodandosi torbido e sinuoso tra le vicende delle tre protagoniste, tre donne, tre vite e tre famiglie. Madeline, donna volitiva con una famiglia allargata che fatica a dirsi unita, Celeste con una famiglia esternamente perfetta che subisce abusi dal marito e Jane, madre single con un bambino che forse non conosce bene. Le loro vite di donne, di madri e amanti s’intrecciano e si sostengono in abbracci intimi, composte nei loro vestiti inamidati e senza pieghe, o esplodono in una felpa sudata e un cocktail di troppo. In bilico tra il desiderio di avere una vita perfetta e la difficoltà di dover governare, o quantomeno guidare, la propria complessa, imperfetta, rovinosa e oscura vita.

Jean-Marc Vallée (Dallas Buyers Club, Wild, C. R. A. Z. Y.) firma una magnifica miniserie di sola stagione da sette puntate che è un perfetto prodotto cinematografico. La fotografia in toni in bilico tra l’azzurro Tiffany e un desaturato marcio, riescono a creare una sottotrama perfetta così come la colonna sonora forte e indie da Janis Joplin a Elvis Presley, attraversando Otis, Neil Young e Obel.

Big little lies riesce a trattare con una delicatezza che non fa sconti un tema complesso come quella della violenza domestica, soprattutto riesce a mettere il dito nella piaga cancrenosa della dipendenza affettiva di chi subisce questo tipo di violenza e del rapporto morboso che si instaura tra i due. Un rapporto che confonde il cuore e chiude gli occhi sui lividi e le ferite.

La forza esuberante delle interpreti principali (Nicole Kidman, Reese Whintersponn, Laura Dern, Zoë Kravitz di un erotismo imbarazzante) lancia il racconto con forza nell’universo femminile tratteggiando le follie e le misericordie, i pensieri oscuri e le paure, i desideri e la forza annichilendo completamente la presenza maschile rappresentata da personaggi meschini e defilati, passivi-aggressivi, inetti, deboli compiendo il proprio riscatto nella figura, comunque ambigua, di Ed Mackenzie. Non esistono i colori netti in Big little lies, solo mezzitoni così come non ci sono bugie ma mezze verità.

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