La gloria e il fallimento dell’ essere umano, che in un sogno di ciò che è stato o vorrebbe essere si autodistrugge.
In “Il cigno nero” , inoltre,vengono affrontati temi profondamente diversi. Se in “the Wrestler” si parla della vecchiaia, della malattia, dei ricordi, della gloria sfumata, della famiglia e degli affetti in Il Cigno nero vi è la disanima del disperato ricercare la perfezione, un’ideale, il non amarsi, l’omosessualità,la violenza su se stessi, l’ incomunicabilità con la propria famiglia e un accenno velato ai disturbi alimentari.

Darren Aronofsky in una regia perfetta che segue arabesque e cadute, in punta di scarpette ci porta nel labirinto oscuro quanto soffocante della mente di chi non si accetta, di Nina. I just want to be perfect.
Una Natalie Portman bravissima, che diventa perfetta e insostituibile nel ruolo riuscendo a modificare le espressioni facciali quasi sdoppiandosi, lacerandosi in un ruolo molto complesso. Molto bravo Vincent Cassel, che con il suo personaggio tende la tensione del racconto, acuisce i momenti drammatici con la flemma del suo tono, distaccato, misurato.

Una fotografia di Matthew Libatique curata nel dettaglio, che cala di tono quando la malattia della mente si aggrava arrivando a sottoesporre alcune scene e facendo brillare, dal buio, il palcoscenico. Il punto preciso dove il fragile ego ambisce brillare.

Gli effetti speciali e del trucco senza risultare invadenti, ma violenti nel prorompere nella regia esaltano il dramma. La colonna sonora, costruita sui silenzi e l’ opera meravigliosa de “Il lago dei cigni” diventa il singulto del cuore e così, nella caduta finale, Aronofsky cita “the Wrestler” e la ballerina cade al suo del suolo ring, ma mentre Randy lo fa di pancia, Nina cade esanime di schiena. La differenza sostanziale è che mentre Randy viene sopraffatto dalle sue scelte e dalla sua solitudine, in quel momento Nina realizza che il suo nemico è se stessa e forse, trova la libertà nella morte, come testimonia l’ enigmatica espressione finale del viso, cosa che manca del tutto in “the Wrestler” che crolla nel buio dello schermo.
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