Dio è un uomo pigro, sciatto, dispotico, sadico e ama bere birra. Nel suo piccolo appartamento a Bruxelles, decide le sorti del mondo dal suo computer d’annata, invidioso della maggiore celebrità del figlio e maltrattando la moglie – una dea che ha dimenticato chi è – e la figlia Ea, una bambina che trova profondamente ingiusto come il padre amministri le vite degli uomini, che di infinite ha solo le vie per l’infelicità.
Ea così decide di ribellarsi: manda all’umanità un sms con la data precisa della loro morte e scappa da casa. Dio è su tutte le furie: per colpa di quella marmocchia gli uomini “hanno smesso di camminare sulle uova e ora non sprecano le loro vite”. La consapevolezza della morte, della propria personale data di scadenza, getta gli esseri umani nel panico più totale e infine li spinge a interrogarsi su chi sono loro e cosa vogliono.

Dio esiste e vive a Bruxelles è una bellissima irriverente commedia naïf, dal ritmo favolistico e una fotografia in stato di grazia che cita le pitture classiche cristiane – e anche the Shining, Il Favoloso mondo di Amélie, Max Amore mio, American Beauty – in neri caravaggeschi e una colonna sonora sognante a metà tra le musiche da grammofono e quelle da radiolina anni ’50. vera rivelazione per il cuore, è capace di farti sorridere, ridere e commuoverti profondamente in un viaggio alla riscoperta di cosa può renderci felici.

-Questo non è il Paradiso, fa schifo. Il Paradiso viene dopo la morte.
-Ti dico che questo (la Terra) è il Paradiso. Dopo la morte non c’è niente. È qui che papà ha mandato Adamo ed Eva.

In questo scambio di battute Jaco Van Dormael ci getta in una cupa ed esplosiva considerazione della nostra vita. Abbiamo passato forse i nostri giorni a rimandare la Felicità, a rimandare il giorno in cui saremmo stati veramente, profondamente felici? Allo stesso modo è quello che si chiedono i nuovi apostoli di Ea, uomini come noi. Assassini, erotomani, ragazze bellissime dal braccio di plastica, donne ricche e infelici, uomini dalla vita monotona, bambini che vogliono essere bambine. Ea li spinge al coraggio di scegliere la vita che li rende felici, a inseguire il Sogno e l’Amore. Lei che sa camminare sulle acque, moltiplicare i panini al prosciutto e ascoltare la musica che è dentro di noi ci ricorda cosa fa Dio: crea per noi un sogno bellissimo. Il sogno di che possiamo essere e di chi vogliamo essere.

-Perché rimani in questo parco se puoi volare dove vuoi?
Chiede l’uomo all’uccellino.

-Stavo per chiederti la stessa cosa.

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