Il dottor Frankestin fatica ad accettare la pesante eredità del nonno, il celebre dottor Frankestein, il rianimatore di morti. Lo rifiuta, per essere più precisi, a partire dal suo stesso cognome che si ostina a leggere con la ‘i’. un neuroscienziato, lui, non un impostore! Un giorno però, è obbligato ad andare in Transylvania, nel maniero del nonno, per il lascito testamentario.

Frankestein Junior è un film luminosissimo, divertente e soprattutto intelligente. Grazie alla penna ironica ed esilarante dello stesso Gene Wilder (attore protagonista) rivivono sullo schermo stereotipi, cliché e magnifiche citazioni di tutti i più grandi film di fantascienza prendendoli in giro ma anche omaggiandoli. Un montaggio d’altri tempi e una mimica attoriale quasi da film muto, ci racconta la storia più vecchia del mondo: quella dell’accettazione di noi stessi e delle nostre radici.
Un cast indimenticabile, tra cui spicca il mitico Igor interpretato da Marty Feldman il personaggio più “oscuro” ma anche il vero motore della pellicola, il protagonista celato dietro le virgole della struttura narrativa. Mel Brooks realizza così un vero e proprio capolavoro, un film cult, che va ben oltre la semplice parodia: ogni battuta, ogni risata e presa in giro dei film dell’orrore sono in realtà dieci, cento, mille baci al suo amatissimo genere. Accompagnato da un bellissima fotografia in bianco e nero costruisce un film che è una dichiarazione d’amore citazionista ed elegante del Cinema e del suo figlio da brividi.

 

Che lavoro schifoso.

Potrebbe essere peggio.

E come?

Potrebbe piovere.

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