Da un incidente la rinascita. Buffo il destino, ti spezza le ossa, ma ti da una ragione per combattere.
Biografia leggermente romanzata della pittrice Frida Kahlo raccontata non solo attraverso le parole e i gesti, ma anche attraverso la fotografia, la musica, la regia.
La fotografia magnifica di Rodrigo Pietro (Lussuria, gli Abbracci spezzati, Argo) diviene man mano come i quadri della stessa Frida. Vibrante, carica, saturata, un po’ zingara. La regia è impetuosa e delicata al contempo, seguendo quella figura di Donna incredibile e potente che lotta per i suoi diritti e per la sua dignità di essere umano anche con la sua pittura fiamminga e surrealista. La mathador de Mexico è mostrata come donna, come umana e come icona. Nulla manca nel mosaico perfetto della natura su questa pellicola, mostrandoci una Frida che va oltre la sua dimensione di artista.
Musiche di Elliot Goldenthal così giuste da scomparire quasi durante la visione del film, riuscendo ad accompagnare i moti dell’animo della pittrice come i nostri. Una grandissima prova per la bellissima Salma Hayek, così brava nel ruolo da dare il volto, nella memoria, a ‪#‎Frida‬ stessa. Salma Hayek si confonde con Frida Kahlo, probabilmente in molti punti che sente comuni alla donna fiamminga, in un personaggio incredibilmente reale. Molti dei quadri che compaiono nella pellicola, attribuiti a Frida, in realtà sono stati dipinta da Salma Hayek stessa.
Sensuale, forte, spavaldo, doloroso, fragile, turbolento, sottilmente erotico, rivendicativo: Frida è la rivendicazione fatta pellicola. Delle donne che qualche volta dimenticano, ma anche degli uomini che talvolta scordano che il rispetto per sé passa attraverso l’altro.

0 0 vote
Article Rating