Non distribuito nelle sale italiane Hard Candy è un thriller incredibile, capace di lasciarti senza fiato per tutta la sua durata. Harley (Ellen Page) è una quattordicenne anticonformista, molto diversa dalle sue coetanee. Più matura e sensibile, passa il suo tempo a leggere Zadie Smith e ad ascoltare i Coldplay e… A chattare. Chattando conosce Jeff, trentenne fotografo. Dopo alcune settimane di chiacchierate virtuali infinite, decidono di incontrarsi e lo sguardo Jeff si incrocia con lo sguardo fragile di quel fiore prematuro che è Harley, con i suoi seni acerbi, le sue convinzioni sul mondo e il desiderio di crescere in fretta.

Non tutto è quel che sembra in questo film mozzafiato che sembra trarre ispirazione dalla favola Cappuccetto Rosso  richiamata dalle felpa rossa con cappuccio della talentuosissima protagonista. Il lupo si traveste da agnello e invita cappuccetto rosso a casa sua. Ma Cappuccetto è davvero la vittima del lupo? O il lupo presto scoprirà di essere caduto in fauci più feroci delle sue?
Con una regia incalzante che rompe sequenze fluide con scatti nevrotici della macchina da presa, un racconto crudo, toccante e al cardiopalmi sulla pedofilia,  che spesso si cela dietro un sorriso rassicurante, splendidi occhi azzurri e una carriera appagante.
Slade affonda le mani nella vita di Jeff, la sviscera partendo dall’adolescenza e snodando in un doppio binario temporale della narrazione di un mostro che mai come in questo film ci appare umano. Una regia e una fotografia minimalista, con colori caldi come il rosso e il giallo eppure asettica: così si costruisce il palcoscenico della dramma orrifico, con la coppia Page-Wilson strepitosa che costruisce sui primi piani di intense interpretazioni mimiche prima che parlate un mondo pieno di controsensi e violenza.

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