Sylvia è la proprietaria e manager di un ristorante di lusso. Infila i suoi vestiti di seta che le scivolano lungo il corpo marmoreo. È fredda, come la scogliera dove perde ogni giorno il suo sguardo. Il mare gelido le si infrange contro e lei rimane lì, inamovibile come la roccia. In una struttura narrativa che procede sul doppio filo della memoria e del racconto, due storie di due donne, madre e figlia che vivono l’amore attraverso il dolore. Un dolore che si consuma tra le pareti di una roulotte, di una stanza d’albergo, di un abbandono. L’amore eleva, l’amore assolve, l’amore brucia.

Un cast meraviglioso con un trittico di donne forti e di grande caratura attoriale: la mia prediletta Charlize TheronKim Basinger e la giovane Jennifer Lawrence. Donne, madri, figlie. La generazione che genera e si genera, in una struttura ad anello che trova, però la sua redenzione. Una fotografia bellissima di Rober Elswit, premio Oscar per il Petroliere, costruisce contrappesi tra composizioni calde e fredde che raccontano le emozioni, che amplificano i dialoghi scarni e sferzanti come schiaffi. Un film magnifico.


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