Dom Cobb è un professionista, un’eccellenza del suo settore: introdursi nei sogni, creare sogni, per rubare informazioni. Idee. Viene contattato da Saito, potentissimo magnate giapponese per un lavoro a dir poco impossibile: non rubare un’idea, ma inserirla.

Un film sulla scelta, sul dubbio, ma soprattutto potente metafora del lavoro che inghiotte la vita rubandole significato e dandogli il suo stesso di significato. La gabbia sottile e inviolabile dei ricordi di cui è prigioniero il protagonista, stretto in quello che è stato ed incapace di tutelare ciò che è. Un film di scelte, di visioni, di sogni.


Christopher Nolan costruisce una storia originale, pazzesca, fatta di trovate geniali e carica di adrenalina in un film d’azione che non perde mai la poesia e il dramma, nella tipica riuscitissima dicotomia del furbo regista: mescolare l’azione, la suspense dell’action movie all’elegia, il dramma, la profondità del film drammatico. Una sceneggiatura molto studiata e molto bella di Nolan stesso, sorretto dalla vera magia del film: la fotografia. Il genio visionario di Wally Pfister (direttore alla fotografia fisso di Nolan) si unisce alla doti da prestigiatore di Chris Corbould agli effetti speciali, in un mondo visivo onirico e incredibile! A tutto questo si aggiunge potente la colonna sonora curata da Hans Zimmer di cui vorrei citare solo Waiting for a train, commovente.

In un cast stellare con Leonardo di Caprio, Michael Caine, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Marion Cotillard e Cillian Murphy si crea un’alchimia potentissima e i personaggi diventano tridimensionali. Il finale poi, è affascinante e dilaniante, come solo una domanda che si piega su se stessa come un’altra dimensione può essere.

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