Ho visto con qualche giorno di ritardo questo film di Stephen Chbosky, anche autore del libro-ma con titolo diverso. Questo era un dettaglio che mi incuriosiva molto, visto che era impossibile che questo fraintendesse o reinventasse il significato vero del libro.Bisogna fare subito un atto di profonda onestà intellettuale e dire senza giri di parole che ci troviamo difronte un film molto bello non iscrivibile semplicemente al pubblico adolescenziale, un film che sa commuovere e raccontare un periodo della vita molto complesso: l’adolescenza. Non conosco nessuno che non ne vesta almeno una cicatrice.

Il film ha una regia particolare, che procede a singhiozzi e di piccoli nervosi passi indietro e poi rewind come la mente di Charlie, che seguiamo emotivamente prima visivamente che nei dialoghi o nelle azioni. Questo particolare andamento riesce a trasmetterci sia l’incontrollabilità del fenomeno sia la sua particolare sensibilità, ma è anche strumento elegante per toccare certe rivelazioni e certi temi, come quello della violenza. Strizza l’occhio ad Alta Fedeltà, allo stile fresco di John Hudges e a L’attimo fuggente. Noi siamo infinito riesce incredibilmente a toccare numerosi temi dell’adolescenza e nonostante questo a non sembrare un album di figurine, nè inverosimile. È un grande pregio sia della sceneggiatura poco insistente, sia della regia che suggerisce frasi e momenti senza che questi vengano effettivamente mostrati sullo schermo.

I giovani attori della pellicola rivelano un talento prezioso. Emma Watson che ormai sta dimostrando la sua maturità come attrice e la sua bravura è affiancata da Logan Lerman – emergente potremmo dire visti i piccoli ruoli precedentemente ricoperti e Percy Jackson e gli eroi dell’Olimpo che non gli fa da degna presentazione – e la vera rivelazione Ezra Miller che mi aveva già lasciato a bocca aperta nella sua interpretazione di …e ora parliamo di Kevin per il qual ruolo ha anche avuto una candidatura all’Oscar. Nella scena in cui interpreta il Dr. Franky N Furter è davvero eccezionale, in questa citazione ampia della rivoluzione sessuale, come lotta all’omologazione che si sposa magnificamente con questo film sulla rivoluzione dell’animo nella crescita. Nella scelta di essere se stessi, ma soprattutto di trovare e conoscere se stessi.
Questo è un film d’amore, ma non nel senso romantico del termine. Amore per la vita, la propria, per gli amici, per le scelte, per sé stessi. Ne mancavano da tempo di questi teen movie come piccoli gioielli che raccontano la malattia endemica ed epidermica che è l’adolescenza che ci schiaccia e ci rende liberi. Di essere. Seppur non pari a The breakfast club, signore del genere, Noi siamo infinito mi ha sorpreso e mi ha commosso. Da vedere e rivedere.

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