Erzsébet viene educata alla freddezza e alla crudeltà, troppo ricca per permettersi il lusso di sentimenti a cuore caldo come la fiducia e l’amore. Però l’amore bussa lo stesso alle sue fredde porte, e ha il volto della giovinezza. Con Istvan tutto ha il sapore travolgente del sonno perso negli ansimi e delle parole sussurrate; finché la differenza di classe dei due, le invidie e la sete di potere portano una nuova stagione arida e crudele nel cuore della contessa Bathory. Plagiata dal dolore e dalla cattiveria, diviene ossessionata dall’idea di giovinezza, il cui declino viene identificato come la causa di ogni male.
Gli eventi precipitano rapidamente finché la contessa Bathory non trova una soluzione che può mettere fine al suo mal d’amore: sangue di vergini.

Sono stati fatti numerose trasposizioni biografie della contessa sanguinaria, ma questo risplende nell’unicità di essere il frutto di una donna, la luminosa July Delpy. Non senza una crudezza d’immagini e un grande rigore nella fotografia dai toni scuri di un medioevo da favole amare, Delpy riesce ad arricchire la storia della contessa Bathory di nuovi elementi narrativi poco raccontati, mostrandola come una donna forte, volitiva, spietata – certamente – ma capace di amare.
La contessa rompe, così, numerosi tabù come l’omosessualità, il bdsm e soprattutto rivendica un ruolo inedito al suo personaggio femminile: quello di icona. La contessa Bathory è senza dubbio una grande icona noir e dark, ma la Delpy riesce a porre la vicenda sotto una luce nuova e moderna, perché fa notare come non solo la vicenda storica della contessa sia sempre stata narrata da uomini – al tempo non molto inclini a riconoscere un ruolo così importante a una donna – tendendo a soprassedere riguardo il diverso rapporto con l’omicidio del tempo. La nobiltà, infatti, poteva macchiarsi di molti crimini come lo stupro e l’omicidio senza che questi creassero tanto scalpore, senza contare i crimini di guerra, una pratica “nobile”. La critica della Delpy è forte e prorompe non solo nei due personaggi femminili principali (la contessa e la strega), ma si esplicita in un finale che lascia pochi dubbi.

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