Manhattan si svuota di donne e bambini per le vacanze estive e i loro mariti si ritrovano finalmente senza regole e senza divieti – ma soprattutto senza mogli – a vivere la bella vita cittadina. Fumo, sigarette, alcolici…e donne. Richard Sherman non è un uomo del genere. No, lui ama molto la sua famiglia, ama il suo lavoro e si dedica a una vita semplice seguendo i consigli della moglie per una vita sana. Ha chiuso le sigarette sopra il mobile, la sera bene chinotto e va a dormire presto dopo aver letto in veranda. Proprio mentre sta (cercando di) leggendo in veranda una pianta di pomodori per poco non gli rompe la testa: ma qualcos’altro va in pezzi nel signor Sherman quando vede la sua bellissima vicina affacciarsi dal balcone, coperta solo dalle foglie delle piante. La sua virtù che vacilla.
Quando la moglie va in vacanza è una commedia esilarante, dal ritmo sostenuto che utilizza sapientemente tutti i luoghi comuni sulle coppie sposate e li affida a un protagonista paranoico e pieno di fervida immaginazione. Attraverso le sue catastrofiche previsione dettate dal senso di colpa, Richard non fa altro che trasportarci tra le sue insicurezze. Il cuore del racconto del film è, infatti, proprio questo: le paure e i problemi di un rapporto che possono portare – come conseguenza e non come ragione –  al tradimento. Pieno disense of humour, The seven years itch (provocatoriamente il titolo originale riprende una teoria secondo la quale più dell’ 80% degli uomini sposati sia portati a tradire dopo il settimo anno di matrimonio) si sorregge su una trama semplice ma brillante e i suoi due protagonisti: un divertentissimo e perfetto Tom Ewell e una conturbante Marilyn Monroe, che qui compare nella sue scena iconografica più celebre sui tombini di Manhattan.

Un film leggero, divertente e intelligente, che ci fa ridere di noi, dei nostri limiti e delle nostre paure. 90 minuti di delizioso delirio che ci fa fare pace con noi stessi; sebbene il finale sia calibrato e non del tutto piano e privo di domande come voglia farci pensare.

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