In onde di sabbia di una terra ormai sterile, in canyon come roccaforti del potere politico, vivono tribù di uomini rigidamente divisi in caste dove a formicai di povertà, si contrappongo oceani di schiavi emofiliaci che servono un’oligarchia imperfetta e putrescente. L’acqua, simbolicamente e realmente, è il nuovo oro di una terra portata agli estremi da un’umanità vile. Non è un caso, infatti, che i mezzi di trasporto più potenti, siano, appunto, delle autocisterne. L’Imperatrice Furiosa, strappata da ragazzina alla sua tribù, guiderà la ribellione al governo dei pochi.

Il genere cyberpunk nasce come asprissima critica politica e immagina cose che, in quegli anni, erano futuristiche e irreali: il mondo, in un 2020 lontanissimo, diviso tra grandi agglomerati di multinazionali, sperequazioni portate agli estremi che vanno dalla povertà violenta dello sprawl alla ricchezza folle delle megalopoli. Una cosa senza nome che noi oggi chiamiamo internet, intrappola milioni di persone che possono combattere, vivere e addirittura morire stretti nella rete; e modelli estetici continuamente ridisegnati dalla possibilità di cambiare il proprio corpo con interventi chirurgici senza precedenti che però costano, a chi vi si sottopone (tanto dal labbro rifatto all’espansione di memoria in microchip) alla perdita di umanità. George Miller riesce dunque a reinterpretare il genere con assoluta fedeltà  – basti pensare al ruolo del rocker  giustamente portato in guerra perché, nel mondo cyberpunk, sono gli unici in grado d’ispirare le folle e portarle a gesti estremi – in un character design, ambientazioni e costumi magnifici, che ricreano ed esaltano le pochezze e le altitudini del genere umano.
Furiosa, la vera protagonista del film, non è la spalla di Mad Max: è lei la combattente, la leader e la mente. In uno scontro corpo a corpo che segna già una nuova parità dei sessi che invade il Cinema, si segnano le nuove visioni. Titanica, adamantina, con uno sguardo duro, è colei che ha il coraggio di ribellarsi non solo a una politica ingiusta, ma anche – se ci pensiamo – al sessismo e allo sfruttamento sessuale, tradotto nelle violenze che il re perpetrava ai danni del suo gineceo non consenziente; strappandole (anzi, le genitrici lo fanno da sole, assolute padrone del loro destino) le cinture di castità con vagina dentata messe loro. Lei non si annulla in una relazione, in una storia d’amore giustamente accarezzata ma mai evoluta o narrata. Furiosa, però, riesce a essere anche molto di più. Furiosa, l’Imperatrice, è il simbolo di una femminilità tracotante e forte, fragile, sensibile, sacrificata; una femminilità che non deve essere per forza perfetta: quando il braccio mutilato si alza al cielo in segno di vittoria, a vincere siamo noi come genere umano, che ha smesso di mutilarsi l’anima in stereotipi vacui.
In parallelo, la seconda figura più interessante è l’emofiliaco Nux (interpretato dal talentuoso Nicholas Hoult, About a boy ndr) completamente annullato nella cieca servitù di un leader che l’ha voluto e creato debole e sacrificabile, pronto alla morte in nome di una religione politica che l’ha mantenuto privo di ragioni per vivere. Tutto ciò tradotto in un trucco zombie che ci racconta come gli emofiliaci siano già l’ombra di se stessi. Nux si riscopre  in un amore mai consumato, che è tenerezza umana e nient’altro che accettazione e fiducia: il suicidio, diventa così non più follia, ma desiderio di far vivere chi si ama, o forse addirittura se stesso in una nuova umanità, in una frase –  Ammirami – che risuona di tutta la grandezza che siamo in grado di raggiungere come esseri umani.

Un film potente e galvanizzante che vi lascerà con la gola a secca e annichiliti dalla tensione nella poltrona. Una narrazione che è tutta un inseguimento, follia, politica, passione, miseria, bellezza, in sequenze mozzafiato e una colonna sonora che vi attorciglierà le budella.
Se il cyberpunk ci predice il nostro futuro, bhè, io spero che nel nostro futuro ci sia un’Imperatrice Furiosa pronta a guidarci in un mondo più giusto.

0 0 vote
Article Rating