Suzy e Sam si amano. Un amore adolescenziale e terribilmente adulto. Un amore che li assolve e li fa sentire, finalmente, accettati per quel che sono. Così decidono di fuggire insieme, fuggire da un mondo che sembra non capirli e li fa sentire eternamente fuoriluogo.

È in arrivo, però, una tremenda tempesta e gli “adulti” si mettono alla ricerca degli innamorati fugiaschi.

Wes Anderson, nel suo stile inconfondibile, firma una nuova storia dal sapore di favole vintage, con l’aiuto di una stupenda fotografia dalle tinte pastello di Robert Yeoman e una colonna sonora che ci trasporta ai tempi delle compilation fatte per la persona che ci fa battere il cuore grazie al talento unico di Alexandre Desplat.

I protagonisti sono, ancora una volta, i figli, i bambini. Quelli che dovrebbero non sapere nulla del mondo, e che eppure lo conoscono benissimo. I ragazzi sono i poeti, sono i saggi, nei loro occhi è racchiuso ancora un modo di guardare al mondo autentico, dove le cose importanti hanno ancora un valore. E sono loro a dover ricordare ai “grandi” cosa importa davvero e di chi gli importa davvero. I ruoli si capovolgono e la conoscenza del mondo è un dono dei figli ai propri genitori, rinchiusi in nevrosi e sogni infranti come castelli di carte fragili e inscalabili.

Una fuga d’amore, una fuga dai percorsi obbligati e dalla solitudine. Proprio attraverso la fuga Anderson ci racconta la ricerca di noi stessi e quel delicato, folle, infantile, grande sentimento che è l’amore. L’amore fatto di cose piccole, come un regalo, un ballo sulle note del giradischi, promesse giganti fatte a fil di voce e anche il coraggio di saper fare, al contempo, promesse credibili, vere, profonde. La fuga è anche il filo narrativo che stringe la struttura del film, che nei titoli di coda si ribalta e si sfilaccia, mostrandoci tutti i filamenti di filo. Un gioco di ossimori di significati, orchestrati in una regia perfetta e magnifica, dal sapore e dal colore dei macarons, eppure millimetrica come le scatole dei cioccolattini.

Un film che sa farci ancora emozionare per un bacio dato in punta di piedi.

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