Mulholland Drive è una strada di Los Angeles, polverosa e scura, tra alti alberi che costeggiano l’asfalto. Una donna con due uomini, un violento incidente, la donna è l’unica viva. Un’altra donna, bionda. Sul suo viso si sovrappone la scena di quattro coppie di ballerini che ballano in stile Jitterbug.
Fin da subito, in un thriller convulso e soffocante, si presenta il tema portante di uno dei capolavori di Lynch: la realtà e il sogno che si sovrappongono, che confondo i loro tratti. Le aspirazioni, dunque i sogni, che si infrangono contro la realtà e ne sfumano i tratti. Morte, mistero, inseguimenti, identità doppie, esistenze in bilico, amore. In una regia forsennata e perfetta Lynch ci lascia come momenti di respiro brevi sequenze di un silenzio e una staticità snervante che invece di rilassare lo spettatore lo tendono nei numerosi interrogativi che gli affollano la mente, confusi, dostorti, come la realtà delle giovani protagoniste. In un climax struggente si arriva al finale, in cui si riesce a prendere fiato scoprendo l’atroce verità.

Una fotografia da film noir con neri pesanti e colori sgargianti da dramma curata da Peter Deming esalta una delle vere protagoniste di questo capolavoro: la colonna sonora. Curata da Angelo Badalamenti costituisce una narrazione a livello profondo, inconscio che suggestiona fortemente durante la visione. Sul tema dell’inconscio, fil rouge della pellicola, si può notare che la narrazione è costruita sulla struttura freudiana della triplice partizione della personalità umana: l’Es, l’Io e il Super Io. La prima parte è il sogno: la visione che abbiamo di noi stessi, che poi si sgretola sotto i colpi dell’Es, l’inconscio che censore fa riaffiorare ciò che siamo davvero, l’Io.

Indimenticabili le interpretazioni di Naomi Watts, Laura Harring e Justin Theroux, soprattutto nelle scene amorose tra Naomi e Laura, di una sensualità e drammaticità eccitante e struggente. Un film da leggere su diversi piani, in cui Lynch si diverte a seminare indizi fin dai titoli di testa. Affascinante e inquietante.

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