«Jane: Il signor Bingley è proprio come dovrebbe essere un uomo: sensibile, simpatico…
Lizzie: …bello e convenientemente ricco?
Jane: Sai non credo nel matrimonio ispirato da brame patrimoniali…
Lizzie: Mi trovi d’accordo! Solo il vero amore potrà condurmi al matrimonio, ragion per cui morirò zitella

 

Come più di una volta accade nei libri di Jane Austen, ai due personaggi femminili principali è affidata la dicotomia dell’essere femminile del tempo, e perciò contrapporre l’indomita fierezza colta alla docile gentilezza suadente. Elizabeth e Jane sono sorelle, entrambe in età da marito, ma se per la prima il matrimonio è qualcosa di inappetibile, per la seconda è un romantico sogno ad occhi aperti. Così, quando Jane incontra e s’innamora di Charles Bingley, Elizabeth cade nel tranello dell’amore e s’incastra nello sguardo del tenebroso Mr. Darcy.

Orgoglio e pregiudizio è una storia senza tempo, che ha incatenato generazioni e affascinato con grande trasversalità i lettori di romanzi rosa come quelli non avvezzi a questo tipo di lettura; e questo per due ragioni ragione: la lucidissima prosa di Jane Austen e l’universalità dei sentimenti raccontati. Joe Wright si conferma il re dei film in costume, regalandoci un film delicato ed emozionante, capace di trasporre fedelmente il sentire del romanzo.
La scena della dichiarazione di Mr. Darcy è un esempio dell’abilità di Wright e della sceneggiatrice Deborah Moggach di tradurre in pellicola lo stato d’animo dell’opera letteraria della Austen. Pur essendo diversa dal romanzo per ambientazione e momento temporale, la scena della brughiera che brucia in un tramonto e s’accende in una pioggia torrenziale, riesce a raccontare l’emozione febbrile del lettore che aspetta con ansia il momento in cui l’orgoglio ceda e il pregiudizio si sciolga. Nello sguardo limpido di Matthew Mcfadyen si condensa la melanconica e struggente prosa della scrittrice cult; e se il personaggio di Mr. Darcy appare ne film meno aspro che nel romanzo glielo si perdona senza troppa difficoltà. Keira Knightley perfetta per questo genere di ruolo, si conferma la musa del regista.

 

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