È il lontano 1992 quando il piccolo Sam, campione mondiale di Galaga, sfida Eddie firebluster a Donkey Kong, perdendo i campionati mondiali del Comic Con di San Diego. Le luci al neon delle sale giochi si spengono, le macchine smettono di riprodurre la loro musica a 8 bit, i pixel colorati non ci tengono più incollati allo schermo per ore. Cosa ne è stato dei jukebox, delle file per giocare a Street Fighter, quando era emozionante anche solo vedere gli altri giocare? Adesso ci sono schermi ultra piatti, giochi realistici e ogni tipo di console. Sam lavora come tecnico, pur rimanendo il nerd di sempre, mentre il suo cicciottello amico Willy è diventato nientedimeno che il Presidente degli Stati Uniti.

Pixels è una commedia di puro intrattenimento, bellissime e colorata. Centra in pieno il suo scopo e riesce a farti ridere pur mantenendo uno schema narrativo da action movie che cita scherzosamente the Indipendence Day, Contact, Alien ed E.T. prelevando le isotopie di genere da tutti i cult movie anni ’90 sugli alieni. Il film è un omaggio purissimo al mondo pixelato dei videogiochi, rendendo reale la space invasion con effetti speciali spinti eppure giocattolosi che fanno sospirare i nostalgici e stupire i bambini. Con leggerezza si riesce a raccontare anche temi profondi come la mancanza di privacy dei personaggi pubblici, la manipolazione dell’informazione, la parità dei sessi, l’emarginazione dei diversi e di come i propri sogni, le proprie passioni non siano mai tempo sprecato, in un climax emotivo dove Tohru Iwatani (Il creatore del gioco) incontra la sua creatura: Pac Man.
Un cast comico stellare che vede, tutti insieme, Adam Sandler (non sempre all’altezza),  Kevin James, Josh Gad, Peter Dicklage, tra i migliori interpreti comici – e non solo – del momento fronteggia interpretazioni sempre in equilibrio perfetto tra umorismo e commedia, senza mai scivolare in farsa e con una colonna sonora che finisce dritta nel carrello iTunes. I tempi della sceneggiatura sono perfetti, facendoti rimbalzare come un flipper tra le citazioni della generazione del ventesimo secolo con i Dallas, Madonna, teorie complottiste, Fonzie, Full metal Jacket, il Signore degli Anelli, ma anche una strizzata d’occhio ai nerd del ventunesimo con Harry Potter, scie chimiche e Call of Duty.

Pixels è un film che mi ha divertito e reso un po’ malinconico, forse (e dico forse perché i sequel ancora non sono usciti al cinema) il vero erede di Ghostbusters, mie bellissimi lubiani, ricordandoci sempre che davanti non abbiamo certo un film che vuole essere autoriale.

 

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