Negli anni del proibizionismo, Joe e Jerry suonano in un’orchestrina in un locale clandestino. Dietro la porta sul retro di un negozio di pompe funebri, si apre il locale con pupe e gangster, dove si serve i proibito alcool e si fuma indisturbati. Sfuggiti a una retata della polizia, Joe e Jerry si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato e assistono a un’efferato omicidio. Con i gangster alle costole, cosa possono fare il duo di sax e contrabbasso? Travestirsi da donne ed entrare in un’orchestrina femminile.

A qualcuno piace caldo è una delle più bele commedie di sempre, con un ritmo serrato e una comicità disarmante. Jack Lemmon e Tony Curtis creano due interpretazioni vivide e magistrali, con una Marilyn Monroe in una delle sue migliori performance e un cambio d’abiti che rimarrà nella storia del cinema.

Nell’epoca del perbenismo e delle storie d’amore hollywoodiane da educanda, Billy Wilder rompe ancora una volta gli schemi e parla di travestitismo, omosessualità, desiderio e mafia, in una commedia che sa realizzare un perfetto equilibrio comico.  Nel 1959 Wilder mette in scena l’omosessualità latente, in un personaggio, quello di Jerry che scopre d’essersi divertito nei panni di Dafne, realizza il sogno erotico transessuale inconfessabile e lo porta nelle case di tutto il mondo in una commedia per le famiglie. La stuzzicante sfida sessuale continua attraverso il (secondo) travestimento di Joe che simula il miliardario impotente, che da seduttore è vittima di Marilyn che cerca di curare il fallace desiderio. L’eroticissima Marilyn, i sex symbol, che si prodiga per un’erezione è un altro grande taboo infranto di Wilder.

Una commedia di scambi e travestimenti, di fughe e di desideri. Un sogno di una notte di mezza estate che si riversa nella migliore commedia da cinematografo, una commedia che insegna a vivere liberamente le proprie fantasie sessuali perchè, si sa, nessuno è perfetto.

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