Cosa accadrebbe se Superman diventasse un terrorista? Chi potrebbe fermarlo? Per rispondere a questa domanda l’agente governativo Amanda Waller mette insieme una squadra di antieroi, pescando dal peggio del carcere di massima sicurezza dove sono reclusi i super-umani più pericolosi del pianeta. Non c’è gloria per loro, gli viene affidata una missione folle e suicida perché dei cattivi non si ha pietà: Suicide Squad.

Suicide Squad ci aveva promesso un team di super cattivi che smaciullano cattivissimi, ma quelli sullo schermo sono nient’altro che ragazzi cresciuti nel quartiere sbagliato, ragazze innamoratissime di un uomo violento e corrotto, padri senza famiglia, criminali per amore, criminali per necessità, criminali mai per indole. Nell’intera pellicola esiste un solo, unico, potentissimo villain: Amanda Waller, la rappresentante del governo, il tramite dei “cattivi” con i “buoni”, il loro “dio”. È Amanda ad essere una dura di cuore, una cattiva fino al midollo, spietata e calcolatrice. Viola Davis, superba nella sua divisa da super cattivo DC fatta di nient’altro che un tailleur, è l’unica che ci ghiaccia il sangue nelle vene.

Si tratta di un block buster un po’ darkettone, ma che non riesce nell’impresa realizzata con successo dal magnifico Watchmen, di presentarci degli antieroi davvero cattivi, psicopatici e bellissimi.

Suicide Squad è un inno all’amore. Tutto, anche il male, si fa per amore. Così la vera protagonista della pellicola è una donna. Non Joker (più gangsta che psicopatico villain) come c’era stato promesso dal trailer, ma è Harley Quinn la vera protagonista, la vera miccia. Margot Robbie ci regala un’interpretazione reinventata eppure fedele della dottoressa dell’Arkham Asylum, folle e bambina, innamorata e pazza. Riesce a far convivere in lei tutti gli stereotipi femminili eppure abbattendoli uno ad uno. Sessualizzata sì, ma a rischio di chi vuol toccare. In una divisa striminzita Harley è una teen punk che si è innamorata dell’uomo sbagliato con cui sogna follia ma anche normalità. Un rapporto vero fatto di macchinette per il caffè espresso, bigodini, e figli (e quel pezzo sì che nel film fa accapponare la pelle!). Tutti noi abbiamo avuto un rapporto simile (simile, lontanamente simile) a quello del Joker e Harley, un amore folle e distruttivo, un rapporto completamente reciproco e disfunzionale, che ci fa sentire totalmente vivi e totalmente persi,che ci fa essere letteralmente un’altra persona. Una versione distruttiva di noi stessi.

Suicide Squad è un gigantesco video clip pop e un bel po’ no-sense, da vedere per le interpretazioni delle due donne colonne portanti e per la colonna sonora, strepitosa. Un video musicale di ben due ore.

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