Gerda ed Einer si amano. Sono sposati ed entrambi dipingono. Einar è già piuttosto noto: disegna con tocco fremente paesaggi che sembrano gli eco malinconici di un’infanzia lontana; mentre Gerda ritrae le persone. Impudica, diretta, scruta i suoi modelli e la stessa densa libertà si riversa nel rapporto col marito. Un rapporto libero e vero, profondo, dove c’è spazio per fantasie sessuali, scoperte, giochi complici tra i due. Sperimentando la propria sessualità con la moglie, Einer trova il coraggio di lasciare affiorare qualcosa che aveva sepolto sotto le convenzioni e le paure del tempo: sotto la sua pelle diafana di uomo è intrappolata Lili.
Tom Hooper continua a essere uno dei registi più pittorici: le lenti luminose di un 35mm o di un 50mm rendono l’immagine pastosa e ne sfumano i contorni, immergendoci in una realtà dalle tinte voluttuose orchestrate dal talento  di Danny Cohen. Il montaggio è quello del cuore: sussulta, si ferma, contempla e poi ratto s’apprende ai tumulti dei due personaggi tanto profondi da toglierci il respiro: Eddie Redmayne e Alicia Vikander.

Il film è delicato e potente: riesce a raccontare in punta di piedi – senza mai essere troppo esplicito né crudo, e questo non so se sia un pregio oppure no –  il difficile travaglio di un’anima intrappolata in un corpo non suo. Sensualissima la scena in cui Einer corre nell’atelier dell’amica e si spoglia con delicatezza e paura. Seguiamo la camera in dettagli e primissimi piani, che spezzati ci rendono un’anima combattuta e divisa. Si denuda, la mano tiene abbassato il pene che mette tra le cosce bianche. Lo sguardo s’abbassa. Poi s’alza, e quando sale, la camera si allontana e ci mostra, tra le stoffe, uno sguardo nuovo. Einer è Lili e i nostri occhi non mentono. Si tratta della sequenza che più ho amato, perché ha saputo elegantissimamente modificare il nostro sguardo. Dopo alcune scene di grande tumulto, la pace la ritroviamo negli occhi di Lili. I brividi ci percorrono e ci conquistano, in un film politically correct  che non turba, ma che contribuisce al cambiamento d’animo. Un film che è in grado di raccontare una storia che qualche anno fa non avrebbe, forse, riempito le sale.
Che il coraggio di Lili Elbe ci ricordi in che direzione, noi, dobbiamo andare.
Troviamo il coraggio di essere noi stessi.

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