The Help del camaleontico (o, per meglio dire, irrequieto) Tate Taylor è un film di qualità, molto piacevole. La storia è affascinante, ed è impossibile non esserne presi, direi catturati grazie alla bravura del consolidato Goldblatt per la fotografia che compone un’immagine compunta e ordinata come la società borghese e razzista che ritrae la quale, tra il bridge e una tazza di thè, sorrisi e fiocchetti, coltiva l’odio nei confronti delle persone di colore. Un odio che si formalizza e si definisce fino a costruire bagni appositi con lo slogan Uguali ma separati per le mama di colore che crescono i loro figli e puliscono le loro case, quelle stesse donne che per essere madri per i loro pargoli, non posso esserlo per i loro. Un’immagine calda, un bianco luminoso, ma leggermente impostato sui toni del giallo lascia invariati i toni pastello delle signore da bene e rinforzare ed esaltare la pelle cioccolato delle mama, così come i colori vivaci della Stone, co-protagonista del film con Viola Davis. Incredibilmente brava Octavia Spencer che riesce a rendere al contempo drammatico ed esilarante il suo personaggio dando forza alla storia stessa coadiuvata da Jessica Chastain che interpreta magistralmente l’adorabile svampita Celia, formando una coppia esilarante e duro specchio della società del tempo, ma soprattutto dei suoi outsiders.
Un’altro motivo per vedere il film? La sua colonna sonora che mi ha spinto a canticchiare in sala – oh mio dio – con Ray Charles, Lloyd Price, Chubby Checker e Marvis Streple e a soccombere alle emozioni con la bellissima Don’t Think Twice, It’s All Right
di Bob Dylan.